La trama degli eventi storici di Venezia è costellata da
Feste e Ricorrenze, celebrate un tempo con grande fasto e sentita
partecipazione da parte di tutti i cittadini, specialmente veneziani della
Serenissima.
Molte Feste veneziane antiche e nuove sono diventate famosi
appuntamenti di grande attrazione turistica, ma alcune sono ancora vissute
con viva partecipazione e senso della venezianità dai cittadini di
Venezia-isole e terraferma.
Nelle più grandi Feste della tradizione ricorrenze politiche,
militari e religiose si intrecciavano in un fervido sentimento comune di
spirito patrio e di orgoglioso senso di appartenenza a una prestigiosa
comunità. Passato lo strazio delle guerre, delle pestilenze, delle
sconfitte, ogni occasione di conquista, di superato pericolo, di vittoria,
di voto esaudito si tramutava in festa pubblica di collettivo giubilo, che
trasmetteva un messaggio di speranza e di fedeltà nella Patria e nei suoi
governanti.
Ogni Festa non era fine a se stessa, ma aveva anche lo scopo
di celebrare nella ricorrenza annuale le memorie degli eroi , degli eventi,
delle glorie patrie.
Dotata ognuna di una propria particolarità organizzativa e
rituale, si proponeva a tutte le classi sociali, al popolo tutto, che
rivestiva il ruolo importante di giudice, spettatore e attore.
L’atteggiamento eclettico e l’operosità veneziane coronavano le feste di
profumi, colori, sapori: sontuosi banchetti, smaglianti addobbi di damaschi
e velluti, tappeti orientali per cortei di sfarzosa eleganza, baldacchini
dorati con ceri e incensi in processioni di ostentata fede…e poi balli,
giochi, gare, spettacoli…..le feste pubbliche diventavano smaglianti sagre
che duravano fino all’alba, vissute soprattutto all’aperto, sull’acqua, nei
canali, nei campi, nelle calli, piene dell’odore dei “fritolini” e dei
tradizionali cibi veneziani consumati tra canti e grida di amichevole
richiamo.
Tutte le ricorrenze festose dovevano liberare gli animi dalle
afflizioni presenti e passate, unendo la collettività nella gioia,
ridestando l’entusiasmo vitale e la devozione, con ciò fissando anche un
modello ideale civile e religioso da seguire, che valorizzava lo Stato e i
suoi cittadini anche di fronte ai “foresti”.
Talune feste si celebrarono per un certo tempo con estrema
crudeltà verso gli animali, vittime sacrificali non solo simboliche…..ma col
tempo furono proibite e lo spirito competitivo si manifestò più “civilmente”
nell’orgoglio della vittoria in varie gare e regate.
Marzia Boer
illustrerà, all’ombra di alcuni campanili e sui tasselli variopinti di
proiezioni dei “vedutisti” elaborate al computer da Gianni Finco,
alcune Feste Veneziane, rievocandone fasti e memorie.
Bruno Rosada,
presentando l’attento e puntuale libro-saggio “Giustina Renier Michiel e
l’origine delle feste veneziane” di Claudia Vazzoler, parlerà
della nobildonna veneziana Giustina Renier, vissuta tra il ‘700 e l’800, che
con passione scrisse in francese sull’origine delle feste veneziane,
proclamando che “ la lingua francese è adottata da tutte le nazioni….gli
stessi atti politici furono ultimamente scritti in francese….io ebbi per
iscopo di richiamare col mio lavoro l’attenzione delle nazioni di oltremonte
sull’infauste vicende di una gloriosa Repubblica, che per le sue belle
Istituzioni e per lo splendore di che aveva lungamente brillato, ben altro
si meritava…desidero essere conosciuta ..e che si dica: ecco l’autrice delle
feste veneziane”. La nobildonna inviò in dono la sua opera a vari monarchi
d’ Europa e donò nel 1817 il primo volume a Maria Teodorovna di Russia.
Marzia Boer