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IL GRAFFITISMO: UNA “CULTURA DELLA STRADA”
L'arte contemporanea, attraversando ogni strato sociale e culturale, non
poteva essere più concentrata solo in musei e gallerie, palazzi e chiese;
doveva mostrarsi all'esterno, doveva conquistare la vita della nostra epoca
in ogni sua manifestazione, stabilendo un rappor¬to di simbiosi con essa.
Ecco quindi comparire il Graffitismo, una "cultura della strada" ca¬pace di
avvicinare linguaggi colti e popolari. Questo fenomeno pit¬torico esplode
negli Stati Uniti alla fine degli anni sessanta e si impone nel paesaggio
metropolitano in maniera spesso disturbante per la sua forza segnica e per
la sua violenza cromatica.
Utilizzando gli interstizi dello spazio urbano, quest'arte rende
si¬gnificante ciò che prima era vuoto. E allora i muri, le aree dismes¬se ,
i vagoni del metrò e dei treni vengono trasformati in "testi" su cui
graffiare il proprio nome, praticare la lotta dei segni, con¬taminare gli
stili di vita.
Il nuovo linguaggio espressivo rappresenta un'esperienza estetica esemplare
in tal senso. Esprimendo una forma di rifiuto contro l'omologazione della
società "bella", le si oppone in modo violento, de¬turpandola con segni
liberatori che rivelano spesso una grande crea¬tività, certamente scaturita
dalla condizione di emergenza e di disagio in cui sono proiettate le giovani
generazioni.
È l'affermarsi di una sensibilità di eroi metropolitani, che dicono di no
alle norme dominanti, che rivelano un'ansia innovativa e creativa, un'ansia
che non può, e non deve essere, come è sempre stato, normalizzata.
Andrea Dalle Ore Rasi
IL GRAFFITISMO, OVVERO L'“AEROSOL ART”
in collaborazione con
l'Associazione Amici deIle Arti di Mestre e.della Terraferma
Al Candiani giovedì 8 novembre 2007 alle ore 17.00
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