Glauco Pellegrini
- UN AMORE E UNA PASSIONE : L’IMMAGINE
È
la fotografia la prima passione di Glauco Pellegrini, affiancata ben
presto dall’amore per tutte le arti : letteratura, musica, pittura,
scultura, teatro, cinema.
Glauco Pellegrini, senese
per caso, in quanto la sua famiglia era profuga a Siena nel 1919 quando
nacque, visse a Venezia fino al ’40,poi tra Roma e Venezia, a Milano,
infine si stabilì a Roma,dove morì nel 1991.
Fu un intellettuale e un
artista poliedrico e sperimentatore, ottimo documentarista - secondo
Morando Morandini -, cineasta prima di tutto - sostiene Carlo Lizzani
-, ma anche narratore, critico, saggista, creatore di libri d’arte,
pioniere di trasmissioni divulgative per la televisione (realizzò per la
RAI ”L’educazione artistica in Italia” e condusse un articolato
discorso sulla musica italiana ).
Avrebbe avuto maggiore
popolarità se per la sua coscienza civile e il suo carattere
indipendente non avesse rifiutato accanitamente i compromessi spesso
necessari per trovare soldi, produttori, o il “mecenate”…...
Fu
allievo-amico-collaboratore di Francesco Pasinetti, che lo chiamava
affettuosamente “Gloco”.
L’incontro nel ‘40 con
Pasinetti illuminò la strada artistica di Glauco Pellegrini, che potè
lavorare per la LUX, dapprima come assistente di Pasinetti, poi come
aiuto regista, infine realizzando egli stesso interessanti documentari,
da “14 Luglio” sull’attentato a Togliatti ai più numerosi e premiati
documentari dedicati all’arte (il primo fu sulla Cappella degli
Scrovegni)….. ma Glauco coltivava il sogno della regia di un film.
Gli anni erano difficili
e conciliare famiglia, finanze, lavoro e interessi artistici non era
cosa da poco….
Nel ’51 realizzò il suo
primo film: “Ombre sul Canal grande”, che fu proiettato nell’ambito
della Mostra del Cinema di Venezia.
Seguirono altri films, di
cui fu regista o aiuto regista o sceneggiatore,
Nella maturità il
capolavoro: “Capriccio italiano”, ritenuto il suo manifesto di regista,
con una Venezia goldoniana ricostruita negli “studios della Defa a
Berlino, inedito in Italia, sul quale la dott.ssa Barozzi fece la tesi
di laurea su proposta del prof. Borin, docente di Storia del Cinema
presso l’Università di Cà Foscari.
L’Associazione Amici
delle Arti non poteva ignorare questo eclettico artista e grazie alla
collaborazione del Centro Culturale Candiani propone una rassegna
cinematografica “Omaggio a Glauco Pellegrini “, che inizierà
Martedì 2 Ottobre alle ore 17 nella sala conferenze del Candiani con una
Tavola Rotonda, cui parteciperanno - oltre al direttore del Centro
dott.Roberto Ellero - la dott.ssa Laura Barozzi , il prof. Fabrizio
Borin, e la dott.ssa Marcella Farina .
Sarà proiettato
l’eccezionale documentario “La Porta di S. Pietro di Manzù” e sarà
distribuito a tutti i presenti il libro “Testimonianze su Glauco
Pellegrini”, offerto dalla famiglia.
Nei giorni seguenti,
secondo il calendario a margine, nella sala seminariale al 1° piano
saranno proiettati films e documentari di Glauco Pellegrini, tra cui
“Capriccio italiano” in lingua originale tedesca con sottotitoli in
italiano.
Tutte le proiezioni sono
a ingresso libero.
(Marzia Boer Santon)