ASSOCIAZIONE AMICI DELLE ARTI

DI MESTRE E DELLA TERRAFERMA  

O.N.L.U.S.

Sede legale:  Via Cà Lin 82 – 30030 TRIVIGNANO (VE) Tel/fax: 041  680633 

Sede operativa: Via Spalti 7 - 30173 MESTRE (VE)

Segreteria: 041 950972  E-mail: associazione@amicidellearti.it    cod. fisc.: 94035050270

Per comunicare con la Presidente: associazione@amicidellearti.it con il vice Pres. gpivato@amicidellearti.it

per problemi tecnici   gianni@amicidellearti.it    per informazioni Arte in Bici: raimondo@amicidellearti.it

 

 

 

Home
Su
calendario attività
LINK AMICI ARTI
LINK ENTI
SPAZIO DONNA
10 ANNI ATTIVITA'
Autunno mestrino
BREVI INSERTI
P.  PALCOSCENICI
PALLADIO
STRUTTURA
LA PRESIDENTE
LA SEGRETERIA
VILLE VENETE
RESTAURI

 

 

 

 

Giovedì 24 gennaio - Alice non abita più qui (USA 1975)

Regia: Martin Scorsese

Interpreti: Ellen Burstyn, Kris Kristofferson, Diane Ladd, Lane Bradbury, Lelia Goldoni, Laura Dern, Harvey Keitel, Jodie Foster.   Durata: 1h 53 m

Dopo un matrimonio infelice, Alice Hyatt resta vedova e con Tom, un figlio dodicenne, decide di tornare a Monterey, sua città natale, lavorando qua e là per racimolare i soldi del viaggio. Ad Albuquerque Alice viene ingaggiata come cantante in un motel e s'innamora di Ben. Ma costui è già sposato e un giorno, mentre la moglie sta chiedendo ad Alice di andarsene, l'uomo irrompe nella stanza e malmena le due donne e il bambino. Madre e figlio riprendono il viaggio. In un ristorante dove è assunta come cameriera, Alice incontra David che resta affascinato da lei e cerca di farsi amico il ragazzo. Ma Tom non accetta la relazione della madre con l'uomo, scappa insieme ad una bambina, compie qualche furtarello ed è preso dalla polizia. Alice, che aveva lasciato David, è costretta a ricorrere al suo aiuto. Alla fine David torna al ristorante, si avvicina ad Alice e le chiede di tornare con lui: stavolta Tom sembra essere contento della situazione.

Ogni volta che Scorsese si mette dietro la macchina da presa, seppur per realizzare opere “rilassate” come questa, è un capolavoro. Questa è una commedia malinconica che si basa sul talento dell’allora trentaduenne Martin Scorsese e sull’interpretazione di una bravissima Ellen Burstyn (premiata con l’Oscar quasi a risarcirle quello rubatole l’anno precedente da Glenda Jackson). Il regista ci regala un antefatto -strepitoso omaggio a Judy Garland- in cui vediamo una bambina camminare per strada e cantare una melodia che ricorda molto da vicino “Over the rainbow”, e giurare che, presto o tardi, realizzerà i suoi sogni. E dall’atmosfera irreale colorata con le sfumature del tramonto, il taglio brusco ci porta alla vita quotidiana e squallida della vita adulta di provincia. Ogni tentativo di riportare indietro le illusioni perdute si vanifica quando Alice incontra l’amore, che sia il giovane violento (Harvey Keitel) o il cow-boy rude e introverso (Kris Kristofferson). Per essere una parentesi “leggera” –ma solo in apparenza- nella strepitosa filmografia di Scorsese (questa è l’unica commedia che ha firmato), c’è da levarsi tanto di cappello e alzarsi in piedi di fronte ad uno dei più grandi autori viventi.  

Giovedì 31 gennaio - Frida (USA 2002)

Regia: Julie Taymor

Interpreti: Salma Hayek, Alfred Molina, Geoffrey Rush, Antonio Banderas, Valeria Golino, Edward Norton, Ashley Judd    Durata: 2 h.

Assieme a Tina Modotti, Frida Kahlo rappresenta una delle figure femminili più affascinanti e in anticipo sui tempi di tutto il secolo scorso. Ed è bello che Salma Hayek se ne sia lasciata sedurre, battendosi fortissimamente per riuscire a produrre-interpretare un film su quella donna eccezionale, Frida. Il compito di raccontare in due ore vita e morte, gioventù, maturità e amori della pittrice è toccato a Julie Taymor, regista intellettuale (Titus) alle prese con il classico film biografico srotolato lungo il corso di decenni, fitto di avvenimenti e di passioni (Frida fu rivoluzionaria in arte e in politica; sposò due volte lo stesso uomo, il pittore Diego Rivera), pieno di nomi altisonanti del '900, da Trotzkij a Siqueiros, da Rockefeller alla Modotti, a Picasso.

Ad onta delle ottime intenzioni della brava Salma, il risultato è un classico album di figurine d'epoca (l'autore di Guernica calza il basco e si presenta con un Piacere, Picasso) dove si ritrovano allineati in dose massiccia i luoghi comuni del genere artista-maledetto: solo chi ha sofferto profondamente nel corpo e nello spirito riesce a esprimere un autentico talento, gli artisti sono tutti avidi di sesso e hanno tendenze promiscue e via repertoriando - inquadrate esattamente nel modo che ci si aspetta.

Il tutto raccontato con una fiducia eccessiva nelle informazioni in possesso dello spettatore, tale da rendere gli eventi non sempre comprensibili, e con un singolare ribaltamento dell'atteggiamento reverenziale tanto comune in questo genere di pellicole: un po' come se la Taymor volesse dare del "tu" ai grandi della Storia.

Ma forse la cosa peggiore è che lei voleva fare un altro film; così, appena può, infila qui e là una sequenza quasi sperimentale (vedi l'arrivo di Frida e Diego Rivera a New York), che contrasta in maniera vistosa col tono convenzionale di tutto il resto.

Giovedì 21 febbraio - Callas Forever (Italia 2002)

Regia: Franco Zeffirelli

Interpreti: Fanny Ardant, Jeremy Irons, Joan Plowright, Gabriel Garko, Jean Dalric, Gabriel Spahiu, Jay Rodan, Alessandro Bertolucci, Stephen Billington   Durata: 1h 51 m

Zeffirelli racconta gli ultimi tre mesi della vita di Maria Callas nel 1977. Prende a pretesto la visita di un immaginario impresario che in passato le ha organizzato varie tournèe. Lei, che vive sola in volontaria reclusione, dapprima accetta l'occasione per tornare alla ribalta, ma poi non torna più a cantare. (In realtà fu lo stesso regista a cercare davvero di convincerla a tornare sulle scene, ma la voce della Callas non era più la stessa e lei per prima non poteva accettarlo.)

L’impresario Kelly arriva a Parigi per organizzare un concerto rock, abborda un ragazzo, lo accompagna a casa e quando questi inaspettatamente mette un certo disco gli dice “non sarai la solita checca innamorata della Callas”. E’ da quella casualità che nasce l’idea dell’impresario (Zeffirelli stesso?). Si introduce, con mille sotterfugi, in casa della Callas, che conosce benissimo, e dopo le giuste resistenze riesce a spiegarle il progetto. Lei ha perso la voce, d’accordo, e allora canterà nei film, doppiata dalla sua stessa voce com’era una volta. Soliti dubbi eccetera ma poi la diva accetta. Il primo film è Carmen che si presta perché Maria non l’aveva mai interpretata, l’aveva solo registrata. E’ un trionfo. Al quale segue la naturale depressione “era solo un trucco, non ero io, ho imbrogliato il pubblico”. Ancora una volta Kelly-Zeffirelli rimedia. Ma ecco l’evoluzione, temuta e inaspettata: Maria vuole essere ancora se stessa, completamente, vuole che la voce sia la sua, allora decide di fare Tosca, con la voce di “adesso”. Decisione tragica. Emerge dunque che il film non è documento, non è rivisitazione, ma è pura fiction. E in questo senso Callas Forever è perfetta per Zeffirelli.

Giovedì 6 marzo - Monna Lisa Smile (USA 2003)

Regia: Mike Newell

Interpreti: Julia Roberts, Kirsten Dunst, Julia Stiles, Maggie Gyllenhaal, Ginnifer Goodwin, Dominic West, Topher Grace, Juliet Stevenson, Jordan Bridges   Durata: 1 h 50 m

America 1953. La professoressa Katherine Watson, insegnante di storia dell'arte, si trasferisce al campus di Wellesley, prestigioso college femminile per rampolle dell'alta società. Idealista e armata delle migliori intenzioni, ben presto Katherine è costretta a fare i conti con una realtà conformista, bigotta e repressiva. Le ragazze, infatti, non sono abituate a ragionare in modo indipendente e a seguire le loro attitudini; l'istruzione che ricevono è improntata a renderle future mogli e madri di famiglia impeccabili, il loro traguardo non è tanto lo studio quanto avere un anello al dito nel pieno rispetto delle convinzioni sociali. Poco a poco, dopo contrasti e resistenze iniziali, Katherine cerca di spingere le sue allieve ad ampliare i propri orizzonti, a vedere il mondo con occhi diversi, a non sacrificare le proprie aspirazioni e a non abbandonare gli studi pur di avere un marito. "Puoi fare entrambe le cose: sposarti ma anche diventare avvocato" consiglia a Joan la studentessa più promettente, convincendola a presentare domanda all'Università di Yale. Tra le ragazze che seguono Katherine in questo difficile processo di liberazione dagli schemi imposti ci sono l'inquieta Giselle che fa della sessualità un'arma di emancipazione, la timida e insicura Connie e la conservatrice Betty. Ma i metodi di insegnamento "poco ortodossi" perché troppo "liberal" della professoressa Watson non sono ben visti dalla direzione del college; Katherine non è disposta a tradire il suo credo per avere riconfermato l'incarico. Il messaggio di rinnovamento e apertura riuscirà comunque a dare frutti insperati e a toccare gli animi nel profondo.

Ispirato a una storia vera, diretto dall'eclettico Mike Newell (Quattro matrimoni e un funerale, Ballando con uno sconosciuto, Donnie Brasco) Mona Lisa smile è un film interessante, corposo, equilibrato e verosimile quanto a tematiche trattate e ambientazioni. Ci mostra uno spaccato dell'America anni '50, l'epoca della guerra fredda e del maccartismo, ammantata di perbenismo ipocrita: una realtà in cui però "non tutto è come sembra" e la fiamma del femminismo sta per accendersi. Fa da supporto alla misurata e convincente interpretazione della Roberts (anche se ci sembra eccessiva la candidatura all'Oscar per questo ruolo) l'ottimo cast di giovani e promettenti attrici: Maggie Gyllenhaal già apprezzata protagonista di Secretary, Kirsten Dunst (ricordate la piccola Claudia di Intervista col vampiro?) e Julia Stiles (Save the last dance). Il film mostra anche una ricostruzione accurata sia storico-scenografica (parte delle riprese si sono svolte proprio nell'antico college di Wellesley) che dei costumi: solo per gli attori principali ne sono stati realizzati 350.

 

 

CLICCA QUI PER VEDERE IL CALENDARIO DELL'ANNO SCORSO

 

GLAUCO PELLEGRINI

Come  contattarci:

ASSOCIAZIONE AMICI DELLE ARTI di  MESTRE  e  della  TERRAFERMA  O. N. L. U. S.

Sede legale:  Via Cà Lin 82 – 30030 TRIVIGNANO (VE) Tel/fax: 041  680633 

Sede operativa: Via Spalti 7 - 30173 MESTRE (VE)

Segreteria: 041 950972  E-mail: amicidellearti@tin.it    cod. fisc.: 94035050270

Per comunicare  con la Presidente: associazione@amicidellearti.it - con il vice Pres. gpivato@amicidellearti.it  per problemi tecnici   gianni@amicidellearti.it - per informazioni Arte in Bici: raimondo@amicidellearti.it

Ultimo aggiornamento: 28-01-10 - a cura di Gianni Finco.