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Omaggio a Palladio
UN MITO VENETO: LE VILLE DI
PALLADIO, PATRIMONIO DELL’UNESCO
Facendo seguito alla
conferenza introduttiva del 17 Aprile 2008,
Giovedì 18 Settembre alle
ore 18 si
inaugurerà, al 4° piano del Centro Culturale Candiani, la Mostra curata da
Gianni Finco di gigantografie delle 24 Ville Palladiane dichiarate
dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
La Mostra, che fa parte
delle iniziative Omaggio a Palladio organizzate dagli Amici delle
Arti in collaborazione col Centro Culturale Candiani per ricordare il grande
architetto Andrea Palladio a cinquecento anni dalla sua nascita, è
patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Venezia.
Giovedì 25
Settembre alle ore 17, nella sala conferenze del Candiani saranno proiettate
e illustrate tutte le Ville Palladiane
, non solo le 24 Ville inserite tra il 1994 e il 1996 nella lista
“Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO”.
Con la
dott.ssa Marzia Boer si percorrerà un itinerario virtuale, quasi una vera e
propria visita guidata alle Ville, per rinnovare la conoscenza e ammirare
questo nostro patrimonio di antiche splendide residenze rurali,
commissionate dai ricchi latifondisti delle famiglie più importanti della
Repubblica di Venezia al famoso architetto nel periodo dal 1537 al 1580,
anno della sua morte.
Palladio fondò la sua
reputazione proprio come disegnatore di ville, la cui particolarità consiste
nel corrispondere alla necessità di un nuovo tipo di residenza rurale, in
cui utile e dilettevole si intrecciavano, in linea con le aspirazioni
umanistiche e con le decisioni governative veneziane di enormi investimenti
finanziari in terraferma e di una efficace presenza sociale e politica nelle
campagne già devastate dalla disastrosa guerra di Cambrai.
Proprio attorno agli anni
quaranta i fondi agricoli diventavano un’ottima fonte di reddito,
collaterale -se non primario- rispetto al reddito mercantilistico navale.
La Serenissima infatti,
aveva invertito l’antico imperativo “coltivar el mar e lassar star la
tera” : con grandi opere di bonifica e irrigazione rilanciava
l’agricoltura, sia per far fronte alla crescita del mercato urbano delle
derrate alimentari, che per liberare il Veneto dalla dipendenza del grano
importato, specialmente da quello che proveniva dal sempre minaccioso
Impero ottomano.
Ecco perciò la preziosa
novità degli articolati progetti di Palladio, con un corpo centrale adatto a
controllare l’attività produttiva , che è anche signorile abitazione adatta
per il riposo, la caccia e lo svago del proprietario, della sua famiglia e
dei suoi ospiti.
Ed ecco i
suggerimenti, ben precisati nei Quattro Libri dell’Architettura, sulle varie
infrastrutture connesse alla dimora padronale: per governare et
custodire l’entrate et gli animali, per allogare comodamente gli uomini allo
uso della villa applicati...e altri luoghi alla comodità pertinenti
…granari, cucine, dispense, cantine, cortivi, colombare…e vasche per i
pesci, giardini, broli, ghiacciaie… tutto funzionalmente distribuito
secondo un’asse centrale orizzontalmente e verticalmente.
Nella villa palladiana si
coniugano inaspettatamente le forme dell’archeologia greco-romana alle
necessità operative dell’azienda agricola.
Le visuali
simmetriche, le gerarchie architettoniche, lo stilema della facciata-tempio
dominata dal frontone, la semplicità raffinata della decorazione esterna, i
dettagli, i materiali, le dimensioni con gli interni ampi e talora sfarzosi
( in progetti sempre adeguati alle esigenze e alla ricchezza dei
committenti), l’orientamento studiato, le logge, le barchesse,
l’orchestrazione armonica degli elementi funzionali, strutturali ed
estetici, hanno fatto delle ville palladiane esempi di residenza e di
attività che furono imitati e rielaborati nei secoli successivi da
architetti italiani, inglesi, irlandesi…
Oggi le Ville
Palladiane possono essere considerate icone mitiche del Veneto nel mondo.
L’ultima
conferenza,
che si terrà sempre al Candiani il 2 Ottobre alle ore 17, passerà in
rassegna, con le proiezioni curate da Gianni Finco e illustrate da Marzia
Boer, Edifici Pubblici e Privati del grande architetto, per
completare la conoscenza delle sue numerose opere nelle specifiche tipologie
architettoniche.
Tra le
escursioni organizzate dall’Associazione Amici delle Arti, che si
affiancano a questo “Omaggio a Palladio”, si segnala una visita in
pullman GT da Mestre a Villa Badoer e dintorni il 28 Settembre e alla Mostra
di Vicenza il 12 Ottobre. Per informazioni dettagliate tel. 041 680633 ore
9-10
oppure
e-mail: associazione@amicidellearti.it
Marzia Boer
Santon
clicca sulle locandine per aprirle |
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UN MITO VENETO: LE VILLE DI PALLADIO,
PATRIMONIO DELL’UNESCO
Al 4°piano del Centro Culturale Candiani da metà Settembre ai primi giorni
di Ottobre saranno esposte alcune fotografie di Ville Palladiane scelte ed
elaborate al computer da Gianni Finco
La Mostra, che fa parte delle iniziative organizzate dagli Amici delle Arti
in collaborazione col Centro Culturale Candiani per rendere omaggio al
grande architetto Andrea Palladio a cinquecento anni dalla sua nascita, è
patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Venezia.
Giovedì 25 Settembre alle ore 17, nella sala conferenze del Candiani saranno
proiettate e illustrate tutte le Ville Palladiane , non solo le 24 Ville
inserite tra il 1994 e il 1996 nella lista “Patrimonio dell’Umanità
dell’UNESCO”.
Con la dott.ssa Marzia Boer si percorrerà un itinerario virtuale, quasi una
vera e propria visita guidata alle Ville, per rinnovare la conoscenza e
ammirare questo nostro patrimonio di antiche splendide residenze rurali,
commissionate dai ricchi latifondisti delle famiglie più importanti della
Repubblica di Venezia al famoso architetto nel periodo dal 1537 al 1580,
anno della sua morte.
Palladio fondò la sua reputazione proprio come disegnatore di ville, la cui
particolarità consiste nel corrispondere alla necessità di un nuovo tipo di
residenza rurale, in cui utile e dilettevole si intrecciavano, in linea con
le aspirazioni umanistiche e con le decisioni governative veneziane di
enormi investimenti finanziari in terraferma e di una efficace presenza
sociale e politica nelle campagne già devastate dalla disastrosa guerra di
Cambrai.
Proprio attorno agli anni quaranta i fondi agricoli diventavano un’ottima
fonte di reddito, collaterale -se non primario- rispetto al reddito
mercantilistico navale.
La Serenissima infatti, aveva invertito l’antico imperativo “coltivar el mar
e lassar star la tera” : con grandi opere di bonifica e irrigazione
rilanciava l’agricoltura, sia per far fronte alla crescita del mercato
urbano delle derrate alimentari, che per liberare il Veneto dalla dipendenza
del grano importato, specialmente da quello che proveniva dal sempre
minaccioso Impero ottomano.
Ecco perciò la preziosa novità degli articolati progetti di Palladio, con un
corpo centrale adatto a controllare l’attività produttiva , che è anche
signorile abitazione adatta per il riposo, la caccia e lo svago del
proprietario, della sua famiglia e dei suoi ospiti.
Ed ecco i suggerimenti, ben precisati nei Quattro Libri dell’Architettura,
sulle varie infrastrutture connesse alla dimora padronale: per governare et
custodire l’entrate et gli animali, per allogare comodamente gli uomini allo
uso della villa applicati...e altri luoghi alla comodità pertinenti
…granari, cucine, dispense, cantine, cortivi, colombare…e vasche per i
pesci, giardini, broli, ghiacciaie… tutto funzionalmente distribuito secondo
un’asse centrale orizzontalmente e verticalmente.
Nella villa palladiana si coniugano inaspettatamente le forme
dell’archeologia greco-romana alle necessità operative dell’azienda
agricola.
Le visuali simmetriche, le gerarchie architettoniche, lo stilema della
facciata-tempio dominata dal frontone, la semplicità raffinata della
decorazione esterna, i dettagli, i materiali, le dimensioni con gli interni
ampi e talora sfarzosi ( in progetti sempre adeguati alle esigenze e alla
ricchezza dei committenti), l’orientamento studiato, le logge, le barchesse,
l’orchestrazione armonica degli elementi funzionali, strutturali ed
estetici, hanno fatto delle ville palladiane esempi di residenza e di
attività che furono imitati e rielaborati nei secoli successivi da
architetti italiani, inglesi, irlandesi…
Oggi le Ville Palladiane possono essere considerate icone mitiche del Veneto
nel mondo.
L’ultima conferenza, che si terrà sempre al Candiani il 2 Ottobre alle ore
17, passerà in rassegna, con le proiezioni curate da Gianni Finco, altri
edifici pubblici e privati del grande architetto, per completare la
conoscenza delle sue numerose opere nelle specifiche tipologie
architettoniche.
Tra le escursioni organizzate dall’Associazione Amici delle Arti, che si
affiancano a questo “Omaggio a Palladio”, si segnala una visita in pullman
GT da Mestre a Villa Badoer e dintorni il 28 Settembre e alla Mostra di
Vicenza in Ottobre. Per informazioni dettagliate tel. 041 680633 ore 9-10 ,
oppure e-mail:
associazione@amicidellearti.it
Marzia Boer Santon |
OMAGGIO A
PALLADIO
Quest’anno ricorrono i cinquecento anni della nascita
di Andrea, detto Palladio, figlio di Pietro della Gondola, mugnaio.
Dalla nativa Padova si trasferì giovanissimo a Vicenza per
lavorarvi come lapicida ; circostanze fortuite gli fecero incontrare il
nobile letterato Giangiorgio Trissino, che in seguito diverrà il suo
mecenate .
L’ ambizione di Andrea e i circoli di dotti e nobili umanisti
che frequentava lo stimolarono alle letture, agli studi e agli
approfondimenti delle architetture romane. Del 1541 è il suo primo viaggio a
Roma al seguito del Trissino, cui ne seguirono altri fino a maturare l’idea
di un rinnovamento architettonico nell’ideale della Romanità.
L’ amicizia con il cardinale Daniele Barbaro, patriarca
eletto di Aquileia, lo introdurrà nell’ambiente veneziano.
Ormai Andrea nel mondo dell’architettura è quell’angelo
Palladio, guida illuminata di Belisario, come sognato e raccontato da
Andrea Trissino nel suo libro”l’Italia liberata dai Goti” pubblicato nel
1548.
Nello stesso anno Andrea “ fiolo del munaro”è proclamato
Architetto ad un banchetto nella villa di Trissino a Cricoli e in un
documento si firmerà per la prima volta Palladio
Architetto.
La sua carriera lo porterà a disegnare e costruire Ville,
Palazzi, Chiese, che ancor oggi sono ammirate e studiate per
l’ineguagliabile bellezza e lo stile, che verrà definito, nel tempo,
Palladiano.
Gli Amici delle Arti, in collaborazione col Centro Culturale
Candiani, dedicheranno alcuni incontri per celebrare l’attività di Palladio,
illustrandone la personalità culturale e la produzione artistica, che
costituisce una delle più alte testimonianze della Civiltà Veneta,
patrimonio del mondo intero.
Il primo incontro si terrà Giovedì 17 Aprile alle ore 17
nella sala conferenze del Centro Culturale Candiani.
I successivi sono previsti
per giovedì 25 settembre e giovedì 2 ottobre.
Marzia Boer parlerà delle vicende che portarono Andrea da
umile scalpellino ad architetto e intellettuale che rivoluzionò
l’architettura nell’ideale della classicità e della perfezione,
illustrandone le opere con le proiezioni curate da Gianni Finco e articolate
secondo le varie tipologie degli edifici.
Numerose sono le opere visitabili di Palladio nel
nostro territorio, non tutte forse note al grande pubblico.
Saranno proposte dagli Amici delle Arti alcune escursioni per
conoscerle o rivisitarle con coloro che nutrono interesse per l’Arte e la
Natura.
Gli incontri quindi avranno anche carattere propedeutico alle
visite dei più e meno noti siti palladiani realizzati dal maestro, o solo da
lui progettati e portati a termine dai suoi discepoli .
Una visita alla grande mostra che si terrà a Vicenza in
autunno concluderà il nostro omaggio a Palladio.
Marzia Boer Santon |
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